Diario della dott.ssa Favilla

Dott.ssa Favilla - Clown Dottore Campania

Napoli. Intervento all’ospedale S. Paolo
Alberto, 14 anni, è in stanza d’isolamento perché ha la pleurite. Bussiamo, apriamo la porta e vediamo Alberto disteso sul letto che gioca con un computer portatile. Il padre si sta riposando sulla poltrona. Ci accordano il permesso di entrare, ma Alberto sembra poco interessato al nostro arrivo, perché sta guardando un film dell’orrore… Ci proponiamo subito come le comparse per un ipotetico film, di cui ovviamente Alberto sarà il regista. Alberto alza subito gli occhi: l’idea gli piace! Il Dott. Pastrocchio ne approfitta per creare un po’ di complicità maschile con Alberto, mentre io scherzo con il padre, promosso intanto ad aiuto regista, il quale divertito dal gioco, mi suggerisce d’interpretare Rossella Oara(…? Si scrive così?) nel film “Via col vento”. Nella stanza c’è un paravento da medicheria che diventa il camerino dal quale entro ed esco per dire la mitica frase “Domani è un altro giorno…”. Così, iniziamo a divertirci: ad un cenno di voce di Alberto si dà il via alla scena, mentre il padre batte il ciack con una forbice gigante recuperata dalle nostre valigie. Naturalmente la scena si ripete più e più volte, con varie interpretazioni suggerite prima da Pastrocchio e poi anche dal padre e da Alberto che preferiva soprattutto la versione horror…
Ma Alberto “il regista” ancora non è convinto, allora Pastrocchio, ormai suo complice, mi sfida a conquistarmi il ruolo di protagonista nel film con delle prove d’amore. A questo punto l’intervento inizia a prendere un ritmo crescente dove ogni parola di Alberto e di Pastrocchio diventano un malinteso da parte mia ed un pretesto per sottopormi a prove che inevitabilmente mi rendono sempre più buffa e "stupida” agli occhi di Alberto. Infatti, abbiamo catturato del tutto la sua attenzione, tanto che smette di guardare il computer! Quando usciamo dalla stanza, Alberto non è più disteso ma seduto in mezzo al letto, nonostante abbia un tubo di drenaggio dietro la schiena, ride e ci saluta mentre il padre ci ringrazia con affetto. Pastrocchio ed io guardiamo l’orologio e ci accorgiamo che è passata quasi un’ora…Fuori dalla stanza Pastrocchio continua a ridere di me ed io continuo a sentirmi “magicamente stupida”… Quanto ci siamo divertiti!

dott.ssa Favilla

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