Terremoto in Abruzzo

CLOWN DOTTORI NELL’EMERGENZA PER UNA VISIONE PROFESSIONALE DELL’INTERVENTO VOLONTARIO
DALL’ESPERIENZA DELL’AQUILA LE CHIAVI PER LE BUONE PRASSI

 

Con il presente documento la Federazione Internazionale ! Ridere per Vivere !
intende prendere una posizione di chiarezza e serietà nei confronti di un argomento tanto nuovo quanto sconosciuto sia alle autorità che al pubblico: l’intervento della figura del Clown Dottore nei contesti emergenziali ( calamità naturali, eventi causati aquila1dall’uomo).
E’ necessario che le Istituzioni e gli “addetti ai lavori” comprendano bene come, in situazioni di estremo disagio, formidabile ed irreprensibile deve essere la risposta dei “soccorritori” soprattutto in termini di preparazione, professionalità, lettura dei contesti, organizzazione.
Durante l’emergenza Abruzzo moltissimi sono stati i Clown Dottori ( volontari e professionisti volontari) e molti sedicenti tali, che si sono affacciati all’Aquila.
Molti lo hanno fatto in termini spontanei, molti organizzati per associazione. La Federazione Nazionale dei Clown Dottori ( coordinata sul campo dalla Fed. Internaz. Ridere per Vivere) ha dedicato al Sisma una Missione denominata “ Un Sorriso di Speranza” , portando in quel territorio circa duecento volontari, 4 coordinatori, logistica autonoma, ramificazione sul territorio, il tutto per circa tre mesi. Allo scadere della suddetta missione, l’impegno è continuato, in forma diversa, nell’apertura del “Campo del gioco-moto” che ha visto la partecipazione di più di 2000 minori, da 0 a 18 anni ( giugno-settembre 2009).
E’ necessario dire anche che non tutti i Clown Dottori ( o sedicenti tali) sono stati bene accetti sempre e da tutti.
L’eccessiva precipitosità dell’arrivo di molti operatori clown, nelle ore caldissime del dopo terremoto e a vittime ancora insepolte, ha causato non poche critiche tra i terremotati e sulla stampa, così come alcune problematiche sono sorte a causa di carenti, controproducenti o inefficaci modalità operative di singoli, gruppi ed associazioni .
Queste riserve e critiche, mai riscontrate prima rispetto al ventennale lavoro della comicoterapia in Italia, debbono spingerci ad approfondite riflessioni e ad una maggiore presa di coscienza del ruolo del Clown Dottore nell’emergenza, senza la retorica ed il trionfalismo di certi accenni che non fanno bene al movimento complessivo della comicoterapia. Bisogna avere il coraggio di affrontare con serietà un problema di preparazione degli operatori nella prospettiva di impegnarli con criterio e vero spirito di servizio.Da molto tempo (febbraio del 2002) i Clown Dottori hanno compreso che, oltre all’ospedale, un terreno di elezione per il lavoro della comicoterapia ( diffusione del sorriso e delle emozioni positive ) è senz’altro il contesto emergenziale.
Già nel 2004 la sede del Trentino Alto Adige dell’organizzazione “Psicologi per i popoli” ( dott. Ranzato, allora presidente dell’Ordine degli psicologi) si pose il problema di introdurre il buon umore nei contesti considerati, invitando i pionieri della gelotologia (comicoterapia) in Italia,a relazionare, in un convegno a Trento, sul tema “il naso rosso nella valigia dello psicologo”.
Le molte missioni umanitarie che hanno seguito quella in Afghanistan, organizzata da Ridere per Vivere con la partecipazione di Patch Adams, hanno insegnato a tutti noi della galassia clown dottori quanto sia necessario, per essere utili in situazioni estreme, una grande preparazione, oltre che ad un forte afflato umanitario ed un saldo equilibrio personale per esporsi a contattare persone in situazioni tragiche, in una attività così complessa ed apparentemente contraddittoria.
Fu questo uno dei motivi che spinse la FNC ( e Ridere per Vivere con essa) ad abbracciare un modello di Clown Dottore (professionista o volontario) basato sulla consapevolezza, la formazione intensa, commisurata alle possibilità di intervento, la serietà, la terapeuticità dell’intervento (in senso anche sociale).

Nel Manifesto dei Clown Dottori alcune tra le più importanti associazioni del settore intesero fare giustizia della nefasta pratica dell’inviare Clown Dottori con poca o nulla formazione ed esperienza in contesti per lo più pediatrici, anche gravi.

Si rivendicava la scientificità dell’approccio e non certo a scapito della qualità emotiva della relazione che si instaurava nelle comunità dei reparti ospedalieri.
Si voleva dimostrare come sia possibile ricercare strategie e metodologie operative in un campo estremamente promettente, ma al contempo difficile e delicato.
Si rivendicava un’autonomia professionale, nella coscienza che, se di professione si tratta ( ancorchè giocata in modo volontario) bisogna garantire all’utenza la massima qualità possibile.
Si sottolineava che l’unica garanzia di questa qualità è la formazione ( adeguata in termini di ore e di stage) effettuata da professionisti qualificati specificamente nel ramo considerato.
Si sottolineava la necessità di supervisionare i Clown Dottori sia a livello tecnico che a livello di condivisione emotiva e scarico dei vissuti problematici.
Si metteva in evidenza la necessità di una forte e condivisa deontologia professionale, tutela per gli stessi operatori e per le comunità interessate dai loro interventi.
In una parola si voleva, e si vuole, rivendicare la dignità di una vera figura professionale sociosanitaria, versatile, utile sia all’utenza che alle Istituzioni.

aquila2  aquila3  aquila4 
 
Con questo documento intendiamo così sensibilizzare i presenti ad una puntuale informazione sui back ground delle Associazioni che operano nel settore della comicoterapia (detta anche clown terapia), sulle modalità formative degli operatori, sulle loro metodologie di intervento e sulla verifica delle reali esperienze di cui sono portatrici.
Questo perché è invalsa, in Italia ed altrove, la nefasta convinzione che basti mettere su un naso rosso ed aver fatto 20 ore di formazione per chiamarsi “Clown Dottore” ed entrare in luoghi di limite con una incoscienza ed una superficialità che non possono essere avvalorate. 
Auspichiamo anche che le autorità si avvalgano del vero Clown Dottore, rispettandone l’autonomia, la popolarità, la sua precipuità verso l’obbiettivo di portare a chi soffre, contemporaneamente, l’umanità, l’amore e una corretta metodologia per diffonderlo.

 

aquila5  aquila6   aquila7

  

Sei qui: Home Progetti MISSIONI Abruzzo